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Public Speaking

Parlare in pubblico: 5 consigli per iniziare

Non ho mai frequentato il palco fino a 3 anni fa, poi ho capito che è uno dei più bei posti dove un introverso come me può stare. Il palco mi permette di essere me stesso e di modulare il mio messaggio. Condividendo quello che ho vissuto e imparato, sul palco tiro fuori la mia voce, che è solo mia.

Nel tempo, non solo sono salito più volte sul palco, ma ho anche cercato di aiutare chi doveva farlo, facendo un po’ da coach e un po’ da motivatore. Spesso mi viene chiesto quale sia il segreto per fare un talk di successo e per rispondere a tutti in una volta sola, ho voluto condensare in questo post alcuni consigli che vanno subito al cuore del problema.

Premetto che il public speaking è un’arte complessa. Sintetizzarla qua sarebbe presuntuoso da parte mia, ma se dovessi puntare su 5 aspetti irrinunciabili, io punterei su questi.

Inizia bene, finisci ancora meglio

Cura alla perfezione due parti della presentazione, l’inizio e la fine. Per un meccanismo mentale noto come effetto primacy e recency, i destinatari ricorderanno meglio la prima e l’ultima parte, mentre faranno più fatica a tenere a mente i contenuti centrali. Quindi fai partire la tua presentazione catturando subito il pubblico, perché in pochi secondi loro devono decidere se la tua presentazione vale la loro attenzione.

Come puoi farlo in maniera efficace? Parti con una storia, con una domanda diretta al pubblico, una battuta (ma deve fare veramente ridere!) oppure con un problema da analizzare insieme. Fai scaturire nella mente delle persone subito alcune domande: cosa mi vuol dire con questa storia? Chi sono le persone che mi sta raccontando? Dove andrà a parare alla fine?

Evita le presentazioni personali (“Sono tizio e faccio questo”) o le partenze un po’ flosce come “Bene, sono contento di essere qui. Oggi vedremo insieme..”

Per chiudere la presentazione valgono le stesse regole di cui sopra. Evitare frasi come “E con questo abbiamo finito” oppure “Non c’è altro..” oppure “Ah bene sono rimasto nei tempi”

No, no e poi no. Il vostro finale deve essere memorabile. Deve rimanere impresso in maniera indelebile nella mente di chi vi ascolta. Deve far scattare l’effetto wow.

Ecco alcuni consigli che ho visto funzionare in passato.

Prima di finire lasciate al pubblico una cosa da fare, un lavoro su se stessi, un’idea su cui lavorare, un semplice esercizio da completare, una domanda personale su cui interrogarsi.

Oppure finite con la citazione di una persona nota che sintetizzi in maniera perfetta il vostro speech, qualcosa che sia facile da ricordare e centri pienamente l’argomento.

Arrivate al finale in crescendo, come se fosse una lunga cavalcata, quasi da far trattenere il fiato al pubblico e poi chiudete in maniera secca. Bam, secco. Silenzio, applauso.

La tesi deve essere tweettabile

Il tuo talk deve essere come l’effetto che crei buttando un sasso nell’acqua, un insieme di cerchi concentrici che partono dal centro. Parti dal cuore della tesi ed espandi il messaggio.

Una cosa importantissima è che il centro deve essere semplice, twittabile. 160 caratteri che ti aiutino a focalizzare su un unico messaggio da dare al tuo pubblico. Che cosa voglio comunicare? A che bisogno o domanda sto rispondendo? Scrivilo.

Aiuta te a rimanere aderente all’argomento centrale e al pubblico a non perdere il filo del discorso.

Non devi mai lasciare alcun dubbio sulla tesi del tuo intervento. Non devono mai domandarsi “Quindi? Di cosa parla questa presentazione?”

Personalmente è uno degli errori in cui cado più spesso. Preso dall’euforia di raccontare molte cose, aggiungo dettagli su dettagli perdendo di vista il messaggio principale.

Quello che vuoi dire invece deve essere chiaro, conciso e ribadito più volte.

Per fare ciò, elimina tutti i dettagli che non ti aiutano a costruire la tesi o che la rendono difficile da comprendere. Ripeti il concetto con sfumature differenti e guardandolo da punti di vista diversi.

Alla fine della presentazione analizza ogni slide ponendoti questa domanda: “Aiuta a far passare il mio messaggio o lo complica inutilmente?” Se la risposta è “sì” tieni la slide altrimenti eliminala.

La stessa cosa falla per gli elenchi puntati. Servono tutti questi dettagli? Si? No? Elimina.

Racconta delle storie.

Siamo umani, odiamo gli elenchi puntati e i mille concetti. Il nostro cervello assimila molto più velocemente se ci vengono raccontate storie.

Per ogni concetto che vuoi trasmettere racconta una storia: chiariscilo con un esempio. Ribadisci il concetto più volte, cerca di raccontarlo da più punti di vista.

Le storie sono un contenitore dentro il quale puoi inserire la tua tesi.

Con una storia puoi comunicare tantissimi concetti e fare arrivare subito al pubblico il tuo messaggio.

Per storie intendo racconti che hai letto da qualche parte, biografie, aneddoti. Inventati o reali. Esempi, casi pratici, esperienze che hai vissuto. Io annoto sempre una storia che mi colpisce e potrei riutilizzare, poi al momento opportuno tiro fuori la mia lista e cerco di capire quali di queste calzano a pennello con la mia presentazione. Quali possono essere “piegate” per far arrivare meglio il messaggio?

Parlare “per” il pubblico non “al” pubblico.

Sembra la stessa cosa, ma sostituire quell’ “al” con “per” fa tutta la differenza del mondo.

Non sei lì per dare informazioni, sei sul palco per comunicare un messaggio e devi essere sicuro che arrivi forte e chiaro

Chi ti ascolta deve comprendere quello che stai dicendo. Cosa conosci del tuo pubblico? Stai creando degli esempi creati apposta per loro? Il linguaggio che stai usando è alla loro portata? Si riconoscono nelle storie che racconti? Non ho mai fatto lo stesso talk allo stesso modo. Ho sempre cercato di modulare la presentazione in base al pubblico che avevo davanti

Sii umano.

Cerca di creare subito un rapporto con il pubblico. Evita le presentazioni fredde, da professore universitario. Trasmetti delle emozioni, non solo dati. Paura, gioia, ansia, soddisfazione. Parla di te, tira fuori anche dettagli personali, storie che ti coinvolgono in prima persona.

L’unico modo per instaurare un rapporto è abbassarsi.

Non sei un guru che parla ai propri adepti. Non sei un premio Nobel che sta spiegando la propria ricerca rivoluzionaria. Stai solo condividendo un’esperienza in modo che sia utile anche ad altri. Quindi vola basso e prenditi anche un po’ in giro, racconta le tue debolezze e come le hai superate.

Fai pratica

Fare le slide è solo una minima parte della presentazione. Prova il talk molte volte. Meglio se davanti a delle persone che possono darti un feedback. Oppure registra la sessione, falla vedere a qualcuno. Memorizza i punti più difficili, adegua le slide a quello che vuoi dire.

A ogni passaggio scoprirai qualcosa che non va, qualcosa che puoi dire in maniera più efficace o qualche dettaglio di troppo che complica l’esposizione.

Sai quante volte ho pensato che la mia presentazione era una bomba, per poi accorgermi che non arrivava? Che le persone non ridevano alle mie battute, che gli esempi erano poco calzanti. Che la storia che avevo pensato non è poi così bella e neanche tanto avvincente, anzi.

Devi imparare a vederti da fuori. Registrati e riguardati o meglio, fallo vedere a qualcuno. Non importa che sia un esperto, basta che sia qualcuno diverso da te. Qualcuno che possa darti un feedback onesto e non esiti a farti una critica costruttiva.

E’ importante che tu ti veda da fuori, raccogliere le prime impressioni e migliorare il tutto strada facendo. Nel contenuto e nella forma espositiva.

Dopo aver fatto la tua prima presentazione non fermarti, sali sul palco più volte che puoi. Durante le riunioni al lavoro prendi la parola, manda il tuo talk a conferenze diverse, offriti volontario se c’è da presentare un prodotto a un cliente. Tutto fa brodo.

Riepilogando

Inizia e finisci in maniera efficace. Crea una tesi tweettabile. Racconta storie. Parla per il pubblico. Sii umano. Fai pratica.

Non c’è alcun ingrediente segreto per fare un talk di successo. Come in “Kung Fu Panda”, l’ingrediente segreto sei tu. Mettici del tuo. Tira fuori la tua voce unica ed autentica.

Fai un bel respiro, sali sul palco e stupiscili.


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